Si svolgerà a Milano il prossimo 17 ottobre l’Altropride, una manifestazione organizzata dal Collettivo Asessuale Carrodibuoi, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la consapevolezza delle comunità che rientrano nello spettro asessuale e aromantico.
L’Altropride è il pride di chi non ha attrazione sessuale, di chi non vuole una relazione romantica, ma anche di chi vuole amare più persone, in tutti i modi, senza per questo sentirsi in dovere di dare spiegazioni. È il punto d’incontro di chi non riconosce né l’unicità né la precedenza all’unico modello di relazione possibile: allosessuale, amatonormativo, monogamo, eterosessuale, con una variante di “tolleranza” concessa alle coppie dello stesso sesso. Esistono più affettività, più modi di essere relazione e famiglia e nessuno di questi deve essere considerato più valido di altri.
La nostra manifestazione si pone anche come monito al resto del mondo LGBTQIA+ e soprattutto a quelle aree che riconoscono come valide e degne di attenzione unicamente le battaglie delle comunità L e G. Promuovere soltanto le ragioni della parte che si ritiene più “accettabile” della comunità non porterà alcun vantaggio alle “rispettabili” coppie “arcobaleno”.
Detto questo, le comunità asessuali e aromantiche non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno alle ragioni del mondo lesbico, gay, pan/bisessuale, trans e intersex.
L’orientamento asessuale è stato considerato per troppi anni un “orientamento fantasma”, quando non “un fenomeno di Internet”. In realtà, ci sono studi che riportano il termine asessuale che risalgono alla seconda metà del XIX secolo. Le persone asessuali sono sempre state ignorate, ridicolizzate, costrette, da medici e “senso comune” a “venire a patti” sul sesso all’interno della coppia, prese in giro sui media e sui social.
Per troppo tempo, persone sedicenti professioniste hanno cercato di “convertire” le persone asessuali. E ciò che è grave è che questo avveniva (e, in parte assai minore, avviene) in uno studio medico, con l’autorità di testi scientifici. Nel DSM-5, l’asessualità è stata separata dal disturbo sessuale ipoattivo soltanto nel 2013, quando i gruppi di pressione asessuali, soprattutto nel mondo anglosassone, avevano già preso posizione.
Durante la discussione del “Ddl Zan”, venne approvato un emendamento, proposto dall’on. Lucia Annibali, che per le nostre comunità sarebbe risultato sciagurato. Definiva l’orientamento sessuale come attrazione per un sesso, per l’altro o per entrambi, escludendo nel lessico le altre identità di genere ed escludendo asessualità e aromanticismo dagli orientamenti sessuali, dalla tutela di quella legge. Lasciava le persone asessuali più giovani in balia di vere e proprie terapie riparative “benedette”, suo malgrado, da una legge che doveva difendere le differenze.
Con l’Altropride, le persone asessuali e aromantiche smettono di essere “un fenomeno da social” o una piccola nicchia che vive di autoreferenzialità. I nostri corpi saranno in piazza a Milano, per mostrare quelle vite che, ad oggi, si è preferito ignorare.
